Visualizzazione post con etichetta scatologie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta scatologie. Mostra tutti i post

giovedì 20 dicembre 2012

Gita al museo con Joker



Mi sono divertito un mondo a scrivere questo articolo per lo Spazio Bianco (a quanto pare ognuno gode come può).  Dal momento che mi sono addentrato in argomenti che conosco un po'superficialmente potrei aver detto qualche ingenuità. Mi scuso preventivamente, ma in ogni caso chi se ne mporta, che tanto qui nessuno mi paga. Guarda anche il video, dai.

mercoledì 30 novembre 2011

Bête comme un peintre



In questa esilarante satira del sistema dell'arte, Paul McCarthy fa tutto quello che non si deve fare. E lo fa male. In preda a ossessioni sessuali e scatologiche invoca il fantasma di DeKooning (ma il suo vero obiettivo è di irridere la Legge del Padre, qui incarnata dal machismo degli espressionisti astratti) e ci racconta che, se si va a grattare sotto la scorza dura dell'idealismo trascendentale, la pittura in fondo è solo un modo, socialmente accettato,di sporcare una superficie. qui per la versione integrale.

domenica 27 novembre 2011

Il falso realismo del porno


Tra tutte le merci spettacolari, il porno è una di quelle con il più alto potenziale di proliferazione. Apparentemente esso è totalmente schiacciato sull'esistente, senza filtri né mediazioni. Essendo una telecamera e due corpi condizione minima e sufficiente per la sua realizzazione, vi sono potenzialmente tanti film porno quante sono le persone che vogliono farne uno.
In realtà è proprio l'estrema stereotipia a permettere questa proliferazione: non esiste forse genere cinematografico più codificato del porno, e la sua frammentazione in infiniti sotto-generi è una prova di questa codificazione.


Gli attori si identificano a tal punto con l'azione che compiono- azione di cui si filma sempre solo l'esterno e mai l'interno- che il porno non ha nemmeno più tanto a che vedere con i corpi, ma con oggetti parziali che svolgono un lavoro e assolvono a una funzione.
In questo senso, piuttosto che ricollegarsi ad utopie sociali libertarie, il porno è un aspetto della parcellizzazione taylorista, e dietro di esso aleggia sempre l'oppressione meccanica della catena di montaggio.


La valenza ipnotica dei prolungati primi piani della penetrazione ha il preciso obiettivo di manifestare questa scissione, perfettamente riuscita, tra l'azione e la persona che la compie.
Da questo punto di vista l'attore porno è l'epitome dell'uomo-macchina.


In questo sesso-vetrina, l'altro è presente solo come strumento. Ma vi è sempre un terzo incomodo, dal momento che le posizioni dei due attori sono riferite sempre in base a quella di un altro fantasmatico (l'occhio della telecamera). In questo senso la natura improbabile di alcune pose nasconde una giustificazione meramente televisiva, e più che al corpo dell'altro gli attori pensano al modo corretto di giustificare la loro presenza in funzione del centro ideale della rappresentazione: il falso realismo del porno è una messa in scena per un pubblico che non esiste.


E poi, finalmente, come conclusione di tutta questa grande fatica, ecco il gran finale, in cui l'ingresso dello sperma nella cavità orale simula l'altro ingresso (quello interno, e in quanto tale non filmabile), rendendone manifesta la natura di surrogato . Inoltre, sancendo in questo modo la netta separazione dei due attori, rivela l'unica verità -che è poi l'unico grande trionfo- del porno:


ognuno gode da sé.

giovedì 15 aprile 2010

Appunti per una scatologia del segno

Hai mai giocato con la merda, da bambino? Ti piaceva il suo sapore? Godi del profumo dei tuoi peti? Hai mai provato, chessò, a imbrattare con le tue deiezioni le piastrelle del bagno dei tuoi genitori? E se si, come ha reagito tua mamma? Ti ha picchiato o ti ha iscritto a una scuola d’arte?



E se lei ti ha picchiato, pensi che abbia provato piacere nel farlo? E tu? Hai goduto? Ti piace essere picchiato/a?


Ah! Quanto mi piace scrivere col piscio il mio nome sulla neve immacolata.

Francamente, non so rispondere a queste domande, però mi chiedo (è una cosa che faccio sempre quando mi tengo l'uccello in mano dopo aver guidato tre-sei ore verso le montagne...sai com'è, uno si prende in mano il pisello e la mente vaga...vaga...)

Ecco mi domando insomma se gli annunci nei bagni pubblici degli autogrill siano reali, e che mondo ci sia dietro. A giudicare dalla diffusione, devono avere un certo successo.